Cenni Storici
Questo tratto della pianura lombarda porta ancora i segni della
divisione in “Centurie” operata ai tempi della colonizzazione
romana.
Vi transitava una importante ed antica strada, probabilmente già pista
preistorica, poi chiamata “Strada dei Malgari” che da Bergamo e le sue
valli , passando da Treviglio, si dirigeva a sud verso Crema e
Piacenza. Attualmente rimane traccia nella via dei Ceradelli.
Nell’anno 1267, inizia la costruzione del “Fosso Bergamasco”, vallo di
confine che dividerà trasversalmente, in due entità di diversa
competenza politica, la pianura bergamasca dall’Adda all’Oglio per
oltre cinquecento anni.
I “Rozzone” , famiglia di origini milanesi, acquisisce dalla Comunità
Trevigliese, le terre che formeranno l’attuale territorio, edificando
verso la fine del XIII° secolo, un Castello cinto da fossato.
L’edificio era posto a lato della Strada dei Malgari e circa
cinquecento metri a sud del nuovo confine di stato del Fosso
Bergamasco. Aveva funzione di residenza, avamposto di difesa e
postazione di dogana.
I Rozzone , erano conosciuti ghibellini fra i più accessi della bassa
bergamasca e terre limitrofe, furono sempre presenti nelle sanguinose
lotte contro l’avversaria fazione guelfa.
Confinanti con i Rozzone, a Brignano Gera D’Adda, c’era la potente
famiglia milanese dei Visconti. Costoro, stanchi dei continui soprusi
perpetrati contro i loro sottoposti, nell’anno 1386, assaltarono il
Castello dei Rozzone con copiose milizie, distruggendo una torre e
parte del fronte a sud. Alla fine della battaglia furono sepolti
duecento morti, delle due fazioni, all’esterno della fossa.
Dopo questa sconfitta, i Rozzone sottoscrissero, nello stesso anno e
successivamente nel 1429, accordi di confine e collaborazione con la
comunità trevigliese.
Nell’anno 1492, dopo una lunga diatriba in merito al sequestro dei beni
di Venturino Rozzone, che aveva sgozzato la moglie ed i figli, con un
decreto Ducale di Milano, si assegnarono “in feudo” le terre del
Castello dei Rozzone alla famiglia Visconti Ajmi di Brignano Gera
D’Adda. Alla parentela Rozzone, venne corrisposto un risarcimento in
danaro e solo piccole porzioni di edifici in Castel Rozzone
Con beneplacito del 20 giugno 1523, si autorizzò la costruzione della
prima Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Bernardo Abate, su un terreno
donato da Sagramoro 2^ Visconti, posto a sud del Castello, a lato del
luogo dove furono sepolti i morti della battaglia del 1386. Questo
luogo rimase con funzioni di cimitero fino alla fine del XVIII° secolo.
Il Parroco doveva essere stipendiato dalla comunità dei residenti in
Castello Rozzone, che avevano anche la prerogativa della scelta dello
stesso, con consenso della Curia sulla persona, privilegi abrogati con
voto dei capifamiglia nel 1942.
La grande peste del 1630, provocò la morte di 56 persone sul territorio
del Castello dei Rozzone, circa un terzo della intera
popolazione.
Approfittando della grande povertà e carenza di fondi in cui si
dibatteva la comunità di Treviglio, a seguito della peste, i Visconti,
che da tempo avevano in corso una causa legale con Treviglio per
mancato pagamento di tasse, chiesero ed ottennero, il 04 maggio 1638,
dalla Magistratura Ordinaria di Milano la separazione di Castel Rozzone
e del suo territorio dalla comunità di Treviglio, con conseguente
divisione del censo e delle tasse.
Castel Rozzone resterà sempre “terra separata” e Parrocchia autonoma,
nonostante i ripetuti ricorsi di Treviglio, protrattisi per oltre
duecento anni. Era nato il un nuovo Comune di Castel Rozzone.
I Visconti edificarono nuove case per i contadini e le stalle per il
bestiame, diedero impulso alle coltivazioni dei terreni. Mentre erano
in corso le grandi opere della ristrutturazione di Palazzo Visconti,
negli anni 1720-25, edificarono a nuovo anche la Chiesa Parrocchiale
nelle dimensioni attuali, leggermente più corta sul fronte, la
abbellirono con due tele una dedicata alla Vergine Maria e l’altra a S.
Antonio.
I Visconti in linea ereditaria retta e collaterale, rimasero
proprietari in massima parte delle terre ed edifici del Castello dei
Rozzone fino al 1892, quando cessò la dinastia dopo la morte di Maria
Antonietta Visconti in Sauli.
Il paese rimase sostanzialmente ad economia agricola fino alla fine del
XIX° secolo, periodo in cui si edificò una prima filanda di seta da
parte dell’industriale Siro Colombo di Milano. Agli inizi del XX°
secolo, una attività fiorente, a margine dell’attività agricola, era la
costruzione degli zoccoli di legno e la produzione delle “Beule”,
sementi di erba da fieno, prodotti che poi si rivendevano in zona e
nelle provincie vicine.
Dopo la seconda guerra mondiale il paese ebbe un grande sviluppo
edilizio ed economico, si aprirono diverse fabbriche di mobili d’arte,
attività iniziata nel 1953 dal cav. Defendini Paolo e poi autonomamente
con altre fabbriche impiantate dagli ex operai dello stesso. Altra
attività prevalente è l’edilizia, che consta ancora alla data odierna
di oltre 40 ditte in diverse dimensioni e specializzazioni.
• NOTE
Testo redatto da Ferri Pietro il 30 settembre 2005
Bibliografia: Testi fondamentali per lo studio della storia di Castel
Rozzone sono i due volumi scritti da Paolo Belloli : “Castel Rozzone
profilo storico 1200-1985” ed il successivo “La Parrocchia di S.
Bernardo Abate in Castel Rozzone”, entrambi consultabili presso la
Biblioteca Comunale.
Sulla storia dei Visconti Ajmi, i libri scritti da Mons. Donini,
“Brignanadda” “L’Innominato” “Annibale Visconti” consultabili presso la
Biblioteca civica di Brignano Gera D’Adda.


